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Patologie e cure

Protesi d'anca mininvasiva

Un'anca artrosica non porta automaticamente a una protesi. Quando l'intervento serve davvero, lo eseguo con un accesso postero-laterale ridotto e con l'aiuto del computer: si conservano osso, muscoli e tessuti sani e il paziente torna in piedi già dal giorno dopo.

Protesi d'anca mininvasiva

Punti chiave

AccessoPostero-laterale ridotto
PrecisioneComputer assistita dal 1999
In piediGià dal giorno dopo
DurataOltre 15 anni nella maggior parte dei casi

Quando serve davvero

Dolore all'inguine o alla coscia che peggiora camminando, fatica a infilare calze e scarpe, sonno disturbato. Prima di operare valuto sempre le alternative.

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Chirurgia computer e robot assistita

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Quando serve davvero una protesi d'anca

La protesi d'anca sostituisce un'articolazione consumata, quasi sempre per artrosi dell'anca (coxartrosi), più raramente per necrosi della testa del femore, displasia o esiti di fratture. Il sintomo tipico è il dolore all'inguine o alla coscia, che peggiora camminando, rende difficile infilare calze e scarpe e col tempo disturba anche il sonno.

Prima di parlare di intervento valuto sempre le alternative: calo del peso, esercizio mirato, fisioterapia, correzione della postura e, quando hanno senso, infiltrazioni. Propongo la protesi solo quando queste strade non bastano più e il dolore limita davvero la vita di tutti i giorni. Oggi i pazienti non cercano solo di stare meglio: vogliono tornare presto autonomi, al lavoro e alle loro attività. È su questo obiettivo che ho costruito il mio metodo.

Cosa significa davvero mininvasiva

Chirurgia mininvasiva non vuol dire soltanto un taglio più piccolo. Nel mio approccio significa tre cose precise:

  1. conservare l'osso, togliendo solo quello strettamente necessario;
  2. usare impianti di dimensioni contenute, adatti all'anatomia del paziente;
  3. ridurre al minimo il trauma sui muscoli e sui tessuti intorno all'articolazione.

La mia tecnica: accesso postero-laterale ridotto

Dopo aver provato anche l'accesso anteriore e la sua variante "bikini", ho scelto un accesso postero-laterale modificato e ridotto. Lo preferisco perché è più sicuro e riproducibile, si adatta a un numero più ampio di pazienti, comporta un rischio più basso di complicanze ai nervi e lascia una cicatrice discreta.

  • incisione di dimensioni ridotte e meno tessuto cicatriziale;
  • buona visione dell'acetabolo e del collo del femore, quindi impianto più preciso;
  • meno sangue perso e meno dolore dopo l'intervento;
  • camminata più agevole già nei primi giorni.

Una mia paziente, skipper professionista, è stata operata a entrambe le anche con due tecniche diverse. Fra le due cicatrici ha preferito quella postero-laterale, perché in costume da bagno quasi non si vede.

Il ruolo del computer e del robot

Nel mio centro di chirurgia computer e robot assistita la tecnologia lavora come un "grillo parlante" in sala operatoria: non opera al posto del chirurgo, ma misura ogni passaggio e suggerisce la soluzione migliore. I vantaggi concreti sono:

  • posizionamento più preciso delle componenti della protesi;
  • ripristino corretto della lunghezza della gamba;
  • controllo dell'offset, cioè della distanza fra femore e bacino che governa l'equilibrio dei muscoli;
  • verifica in tempo reale di ogni fase dell'intervento.

Le protesi impiantate meglio durano di più, anche tutta la vita. Uso il computer in sala dal 1999 e nel 2014 ho presieduto CAOS International, la società scientifica mondiale di chirurgia ortopedica computer assistita.

Chirurgia tradizionale e mininvasiva a confronto

Le differenze principali fra un intervento tradizionale e il mio approccio
Aspetto Intervento tradizionale Approccio mininvasivo computer assistito
Incisione Più ampia Ridotta, accesso postero-laterale modificato
Muscoli e tessuti Trauma maggiore Trauma ridotto al minimo
Osso e impianto Componenti standard Osso conservato, impianti di dimensioni contenute
Posizionamento Affidato all'esperienza del chirurgo Misurato dal computer, passaggio per passaggio
Lunghezza della gamba Stimata Controllata durante l'intervento
Primi passi Variabili In genere dal giorno successivo, con carico completo

Dopo l'intervento

Nella maggior parte dei casi il paziente si alza e cammina con carico completo già dal giorno successivo. La riabilitazione è più semplice, la degenza in clinica si accorcia e il ritorno alla vita quotidiana è più rapido. Molti tornano anche a fare sport: ne parlo nell'articolo su quali sport praticare dopo la protesi.

Domande frequenti

Quanto dura una protesi d'anca?

Le protesi moderne superano nella grande maggioranza dei casi i quindici, vent'anni. Il fattore che pesa di più è la precisione con cui sono impiantate: una protesi ben posizionata può durare tutta la vita.

Dopo quanto tempo si torna a camminare?

In genere il giorno dopo l'intervento, con carico completo e l'aiuto delle stampelle per le prime settimane. I tempi esatti dipendono dal caso e si definiscono insieme.

Meglio l'accesso anteriore o quello postero-laterale?

Li ho usati entrambi. Ho scelto l'accesso postero-laterale ridotto perché è più sicuro, si adatta a quasi tutti i pazienti, ha un rischio più basso di lesioni nervose e lascia una cicatrice poco visibile.

Si può evitare l'intervento?

Spesso sì, almeno per un periodo. Peso, esercizio, fisioterapia e infiltrazioni possono controllare il dolore. Opero solo quando queste cure non bastano più.

Dove visita e dove opera il Prof. Confalonieri?

Visita a Milano al Centro Medico Turati e nelle sedi indicate nella pagina dei contatti. Opera a Milano presso il Centro di Chirurgia Computer e Robot Assistita delle Case di Cura San Camillo e San Giovanni. Per prenotare: 02 653952.

Il percorso, passo per passo

  1. 01

    La visita

    Ascolto i sintomi, visito l'articolazione e guardo gli esami. Si valutano prima le cure senza intervento.

  2. 02

    La pianificazione

    Se serve operare, l'intervento si prepara sulle misure del paziente, con il supporto del computer.

  3. 03

    L'intervento

    Tecnica mininvasiva, computer e robot assistita: si toglie solo ciò che è necessario.

  4. 04

    Il recupero

    In piedi il giorno stesso o il giorno dopo, poi una riabilitazione mirata per tornare alle proprie attività.

Vuoi capire se e quando serve operare?

In visita guardiamo insieme esami e radiografie e valutiamo tutte le strade, anche quelle senza intervento.

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