Protesi d'anca con il computer e il robot: quando serve e come funziona
Il computer e il robot aiutano a posizionare la protesi d'anca sulle misure del paziente, a renderla più stabile e a mantenere le gambe della stessa lunghezza, anche nei casi difficili come l'anca displasica.
Quando l'anca è consumata dall'artrosi e il dolore limita la vita di tutti i giorni, la protesi può restituire una camminata normale. Il computer e il robot servono a una cosa precisa: mettere la protesi esattamente dove deve stare, con le misure del paziente.
Quando serve una protesi d'anca
La indico quando il dolore all'inguine o alla coscia limita la vita quotidiana e le cure conservative, come esercizio, fisioterapia e infiltrazioni, non bastano più. Prima di decidere studio l'articolazione con gli esami necessari, così ogni dettaglio dell'intervento viene programmato in anticipo.
Che cosa aggiunge la tecnologia
| Obiettivo | Come aiuta il computer |
|---|---|
| Posizione della protesi | Misura l'orientamento delle componenti durante l'intervento |
| Stabilità | Aiuta a ricostruire un'articolazione stabile, con meno rischio di lussazione |
| Lunghezza delle gambe | Controlla in sala che le due gambe restino uguali |
| Durata | Una protesi ben posizionata si consuma meno nel tempo |
| Recupero | Meno trauma ai tessuti, quindi in genere un recupero più rapido |
Il caso dell'anca displasica
La displasia congenita dell'anca è una malformazione presente dalla nascita. Grazie alla prevenzione nei bambini oggi la vediamo sempre meno, ma negli adulti che ne soffrono l'artrosi arriva prima ed è più complessa da operare.
In questi casi il centro di rotazione dell'anca è spostato e spesso una gamba è più corta dell'altra. Il computer aiuta a ritrovare il centro corretto e a pareggiare la lunghezza degli arti. Nei casi più gravi si usa anche una tecnica di accorciamento del femore, chiamata shortening.
Perché è utile anche a chi ha esperienza. Nei casi difficili, come la displasia, i numeri del computer evitano di affidarsi solo alla sensazione. Per un chirurgo meno esperto sono un aiuto prezioso per arrivare allo stesso risultato.
L'obiettivo dell'intervento
- togliere il dolore;
- tornare a muovere l'anca liberamente;
- riprendere le normali attività di tutti i giorni.
Come si prepara l'intervento
La protesi d'anca comincia molto prima della sala operatoria. In visita valuto il dolore, il modo di camminare, la lunghezza delle gambe e le radiografie. Se serve, chiedo esami più precisi per studiare la forma dell'osso.
Con queste informazioni scelgo la protesi e la sua misura, e programmo l'orientamento delle componenti. In sala il computer confronta il piano con quello che accade davvero, passaggio dopo passaggio.
Dopo la protesi d'anca
Nella maggior parte dei casi ci si alza dal letto il giorno stesso o il giorno dopo, con l'aiuto del fisioterapista. Le stampelle servono per poche settimane. Camminata, bicicletta e nuoto si riprendono gradualmente, secondo le indicazioni date caso per caso.
Trovi tutti i dettagli sulla tecnica mininvasiva nella pagina dedicata alla protesi d'anca. Per capire se fa al caso tuo puoi prenotare una visita.
Domande frequenti
La protesi d'anca robotica è adatta a tutti?
La indico quando il dolore limita la vita quotidiana e le cure conservative non bastano più. La scelta si fa sempre in visita, dopo aver studiato l'articolazione con gli esami.
Che cosa succede se una gamba è più corta?
Durante l'intervento il computer controlla la lunghezza delle gambe, così si possono pareggiare. È particolarmente utile nell'anca displasica.
Quanto dura una protesi d'anca?
Una protesi posizionata con precisione si consuma meno nel tempo. Nella maggior parte dei casi dura oltre quindici anni.