Molte pazienti mi chiedono come si svolge la giornata di un medico-chirurgo che opera. In realtà, non so come si svolge nella norma, so come l’ho organizzata io, chirurgo ortopedico, a Milano.
Inizia, generalmente, alle 6.00 di mattina, mi alzo ed accendo il notiziario della RAI, per le ultime news e qualche commento sui fatti recenti. Preparo due “moke” di caffè, una per me, che accendo subito, e una per mia moglie, che si sveglia più tardi. Vado in bagno per una prima lavata e per la rasatura quotidiana. Torno per il caffè, ormai pronto. Faccio colazione con un caffè all’americana, un frutto, un uovo e tre biscotti. Mentre ascolto il TG, eseguo esercizi di pilates al tappeto (con roller), qualche flessione sulle mani e sulle gambe (5’). Torno in bagno per finire di lavarmi. Qui, accendo il telefono, rispondo alle email e dò un’occhiata ai social.
Mi vesto, accendo il caffè per la moglie, alzo tutte le tapparelle ed esco di casa, verso le 6.45, con il suo saluto affettuoso.
In auto, collego il telefono e con il vivavoce faccio telefonate di lavoro. Spesso, telefono ad un amico, imprenditore brianzolo mattiniero, per discutere i fatti del giorno, per organizzare il dopolavoro, il week end e per cazzeggio.
Arrivato in Clinica, mi reco subito in sala operatoria, mi cambio, indosso il camice e salgo in reparto per salutare i pazienti. Ascolto il report della consegna degli infermieri alla caposala (come è andata la notte), risolviamo insieme i problemi inerenti e inizio il giro visita pazienti, con gli infermieri e i medici che collaborano con me. Controllo le infinite e complesse procedure burocratiche che, i colleghi più giovani, hanno preparato, un’occhiata agli esami ematochimici e radiografie per un consulto generale, per le procedure terapeutiche da prescrivere, per il programma della settimana, per le disposizioni della giornata e torno, con i chirurghi preposti, in sala per iniziare gli interventi. Controllo gli strumentari e i pazienti con una check list operatoria dedicata. Ore 8.15 bisturi in mano. La giornata tipo prevede uno o due interventi, che eseguo in prima persona, i più indaginosi (protesi d’anca o di ginocchio computer assistite, revisioni, casi complessi), per poi dare una mano ai collaboratori, per finire la lista, con interventi più semplici, spesso day hospital. Durante le pause, consultiamo gli articoli scientifici inerenti o si completano quelli in corso, da pubblicare. Dopo gli interventi, si torna in reparto per salutare gli operati. Poi, di nuovo in sala per lavarsi e cambiarsi. Nella pausa pranzo, un tramezzino vegetariano e una centrifuga. Pomeriggio in ambulatorio per prime visite e controlli a distanza degli operati, anche con il sistema sanitario nazionale (non comune). A volte, riesco a ritagliare uno breve spazio (un’ora) per la palestra o un allenamento sportivo. La giornata termina alle 1930, con il rientro in famiglia, stanco ma, spesso, soddisfatto. Mangio di tutto, carne e pesce, senza particolari esigenze. Report della giornata, durante la cena, bevo due bicchieri di vino buono, ma leggero, uno sguardo alle notizie ed ai commenti. Poi, il divano per un programma televisivo che non vedo mai fino alla fine, perché mi addormento. Verso le 24, qualcuno mi sveglia e mi invita a recarmi a letto. Prima vado in bagno, poi fatico un po’ a riaddormentarmi ma, alla fine, le mie ore di sonno, sono sufficienti per rigenerarmi e ricominciare.