La patogenesi della malattia discale posteriore lombare, (spesso semplificata in “ernia del disco”) puo’ essere multifattoriale e quindi legata non solo ad una degenerazione intrinseca del disco intervertebrale, ma anche a fattori anatomici,meccanici, flogistici e vascolari . Il conflitto “disco-radicolare” puo’ essere condizionato non solo (e non tanto) da una patologica compressione del disco intervertebrale protuso nei confronti della radice nervosa , quanto da una stenosi del canale insorta per una ipertrofia del leg.giallo, per una degenerazione artrosica delle faccette articolari posteriori o per cause congenite.D’altro canto,nei meccanismi algogeni , il fattore meccanico non e’ mai isolato, ma e’ complicato da fattori biochimici,vascolari e flogistici. Nelle sindromi compressive radicolari, deve essere tenuto in conto la sofferenza indotta dall’ischemia dei “vasa nervorum”, cosi’ come la flogosi radicolare cronica puo’ derivare dalla creazione di “immunocomplessi” dovuti all’azione antigenica del nucleo polposo. Inoltre, il dolore somatico profondo a sede lombare e’ frequentemente associato ad una contrattura dolorosa da “entesopatia inserzionale” della complessa e multimerica muscolatura delle logge paravertebrali , e dei legamenti , mediata da meccanocettori sensibili agli stimoli pressori e/o di allungamento provenienti anche dalla postura, cosi’ come da chemonocicettori, attivati da stimoli termici e metabolici, derivanti dall’attivita’ anaerobica, e dalla flogosi sinoviale indotta dai processi degenerativi delle faccette articolari posteriori.

Da quanto detto, deriva che il corredo sintomatologico della malattia discale posteriore, puo’ essere a patogenesi multifattoriale,e pertanto ottenere un significativo beneficio dalla diffusibilita’ di una miscela gassosa di ossigeno-ozono, le cui note potenzialita’ biochimiche, antinfiammatorie ed immunomodulanti, possono agire sia a livello:

a) del nucleo polposo protruso o erniato,

b) delle radici nervose interessate da una flogosi cronica,

c) della sinovite delle faccette articolari posteriore,

d) dell’entesopatia di inserzioni muscolo tendinee e legamentose.

Materiali e metodi : sono stati trattati 269 pazienti , 131 maschi e 138 femmine divisi in gruppo “A” (giovani) di eta’ compresa fra i 30 e 50 a. e gruppo “B”(anziani) di eta’ compresa fra i 50 e 70°. , sottoposti ad uno o piu’ cicli di 12 infiltrazioni paravertebrali lombari secondo il protocollo S.I.O.T n°933902.
Le diverse patologie discali erano cosi’ rappresentae : 120 (45%) E.D. contenute (stad.III sec .Postacchini), 77 (28%) Protrusioni discali (stad.II), 27 (10%) E.D. Espulse ( stad.IV) , 45 (17%) esiti intervento discectomia, 43 (16%) Stenosi canalari, associate alle diverse patologie discali. Gli spazi discali interessati erano il IV-V per il 38% ed il V-IS per il 34%.La valutazione clinica ha considerato il parametro “soggettivo” del dolore sia lombare che sciatalgico, espresso dalla VAS, ed i parametri oggettivi offerti dalla risposta dolorosa alla manovra di Lasegue di Wasserman, alla pressione sulle emergenze del n.sciatico (punti di Valleix) o femorale , dalla valutazione della sensibilita’, dei riflessi osteotendinei, dei deficit dell’EPA ,TA ed ECD. La valutazione clinica e’ stata effettuata alla 3°-6°-9°-12° infiltrazione. I risultati sono stati definiti “ottimi “ o “buoni” a fronte della guarigione o di un miglioramento della sintomatologia soggettiva e/o oggettiva di circa il 90%. “Discreti”, miglioramento del 50% , “Insuccessi” in presenza di nessun miglioramento e/o per sospensione anticipata del trattamento.

Risultati : Nei 269 pazienti, i risultati ottimi o buoni sono stati ottenuti in 160 pazienti(59%) , discreti 69 (26%) , insuccessi 40 (15%). I risultati “positivi”, offerti dalla somma dei risultati buoni e discreti sono stati 229 (85%), e tale valore, non si discosta da quello riportato in letteratura per le diverse metodiche chirurgiche. Non sono state osservate differenze significative nella percentuale dei risultati fra il gruppo “A” dei giovani ed il gruppo “B” degli anziani , fatta eccezione per le E.D. espulse e gli esiti di discectomia nei giovani e le patologie discali associate a stenosi su base degenerativa negli anziani. In entrambi i gruppi, 8 pazienti si sono sottoposti a piu’ di un ciclo di infiltrazioni paravertebrali di o2-o3 nell’arco di 24 mesi.

Conclusioni : Le caratteristiche anatomo-patologiche delle ernie discali che piu’ favoriscono il contatto con la miscela gassosa ( E.D. contenute ed espulse) , hanno determinato la maggiore incidenza di risultati positivi. Cio’ e’ dovuto, a nostro parere, agli effetti indotti dalla miscela di O2-O3 sui processi di neovascolarizzazione che sono alla base del tessuto di granulazione che circonda il nucleo polposo degenerato ed espulso ed all’effetto di disidratazione legato al collasso della struttura dei glucosoaminoglicani (GAG) ; tali effetti della miscela gassosa uniti a quelli antiflogistici nei confronti della radice nervosa, delle strutture legamentose , muscolo tendinee ed articolari posteriori, accelerano significativamente quei processi di guarigione della cosi’detta “patologia discale lombare” descritti come spontanei in letteratura.

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