Nell’ attuale chirurgia ricostruttiva del ginocchio i modelli protesici e la tribologia garantiscono curve di sopravvivenza molto più lunghe. Nessun impianto di protesi totale, però, è in grado di ricreare una normale biomeccanica articolare. Un accurato posizionamento delle componenti protesiche rappresenta un importante fattore nella chirurgia protesica del ginocchio.
Infatti, diversi autori hanno dimostrato che la percentuale di mobilizzazione delle protesi di ginocchio, dopo 10 anni, saliva esponenzialmente nei casi di allineamenti maggiori di 4°, in associazione a cattivi bilanci legamentosi. La chirurgia computer assistita (CAS), la cosiddetta navigazione, capitolo fondamentale della chirurgia robotica, è stata introdotta, negli anni ’90, in
ambito ricostruttivo-ortopedico, come la possibilità di utilizzare sofisticati algoritmi matematici, elaborati da un computer, per consentire al chirurgo di determinare tridimensionalmente le componenti protesiche di un impianto articolare, permettendo così posizionamenti accurati ed un continuo feed-back dal sistema.
Fondamentalmente, i sistemi attualmente disponibili possono essere divisi in image-based, che prevedono l’esecuzione di TAC pre-operatorie o scansione in scopia, ed image-free, senz’altro i più utilizzati, in grado di acquisire direttamente in sala operatoria i dati necessari per la navigazione. Gli Autori presentano l’attuale stato dell’arte della navigazione nella chirurgia protesica del
ginocchio, analizzando i sistemi disponibili, con i relativi vantaggi/svantaggi, oltre ai risultati personali, forti di un’ esperienza di oltre 600 impianti, con quasi tutti i sistemi in commercio.

 

Inizieremmo con una considerazione di carattere generale. Dopo 10 anni, la chirurgia computer assistita stenta ancora ad essere utilizzata su larga scala. Questo, a nostro avviso, è dovuto al fatto che, finora, abbiamo sbagliato gli interlocutori. Questa tecnologia è molto più utile ai principianti che non agli esperti, alle nuove generazioni, avvezze al computer, piuttosto che ai Primari allergici al planning preoperatorio ed allo strumentario invadente. Inoltre, la moderna chirurgia ortopedica, in ambito ricostruttivo articolare, in questi ultimi anni, ha raggiunto percentuali di successo, inteso come curva di sopravivenza , ben superiore al 90%, a medio termine, sia per l’anca che per il ginocchio (1). Ciò è stato possibile grazie alla continua evoluzione degli impianti e delle tecniche chirurgiche, frutto di una ricerca verso una ricostruzione il più “anatomica” possibile della nuova
articolazione. Tuttavia, se in termini di survivorship i risultati sono stati buoni, altrettanto non si può dire per la ricostruzione di una biomeccanica articolare “naturale”. Infatti le attuali protesi, soprattutto per quanto riguarda il ginocchio, non sono ancora in grado di ripristinare una biomeccanica articolare sovrapponibile alla normale, pre-patologia, ma ne producono una nuova,
frutto del design protesico.
In questi ultimi anni, grande attenzione da parte del mondo ortopedico è stata posta a carico di tutti quei possibili miglioramenti tecnologici, in grado di migliorare ulteriormente le “performances” dei nostri impianti articolari. In tempi in cui internet ha rappresentato una rivoluzione epocale, anche la chirurgia ha posto la sua attenzione nei confronti di queste tecnologie sperando di riuscire ad ottenere un ulteriore sviluppo dei propri risultati.
La chirurgia computer assistita (CAS), in ambito ricostruttivo-ortopedico, è stata definita come la possibilità di utilizzare sofisticati algoritmi matematici, elaborati da un computer, per consentire al chirurgo di determinare, tridimensionalmente, le componenti protesiche di un impianto articolare.

 

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