Presentiamo lo stato dell’arte della chirurgia protesica computer assistita.
Come l’evoluzione tecnologica ha permesso la navigazione non solo della componente acetabolare ma anche di quella femorale. Oggi è infatti possibile ottenere non solo un corretto orientamento del cotile, ma anche dello stelo associato ad un riequilibrio sia delle dismetrie sia dell’offset femorale. Gli Autori presentano inoltre la loro esperienza maturata in oltre 5 anni di navigazione nella chirurgia protesica dell’anca fino alle più recenti protesi di rivestimento.

Lo scorretto posizionamento delle componenti nella chirurgia protesica dell’anca è una delle cause più comuni di lussazione e può condurre ad una maggiore e precoce usura dell’impianto. Nella componente acetabolare infatti, la valutazione del orientamento e copertura del cotile è essenziale nelle determinazione degli outcomes a breve o lungo termine. Tuttavia la “safe zone”, intesa come gold-standard nell’allineamento dell’acetabolo, definita da 15° di antiversione e 40° di inclinazione, è tuttavia non sempre ottenibile con sistemi di allineamento free-hand e tradizionali.
L’introduzione di sistemi di navigazione basati su studi TC ha senz’altro garantito una percentuale quasi assoluta di posizionamenti corretti della componente acetabolare, ma a scapito spesso di inaccettabili costi in termini economici e di tempo.
Recentemente sono stati introdotti sistemi di navigazione CT-free in grado di offrire risultati altrettanto buoni ma con la possibilità di sopperire ai problemi dei sistemi CT-based. Questi sistemi sono infatti in grado di determinare l’allineamento della componente protesica semplicemente attraverso l’acquisizione di reperi intra-operatori, senza quindi necessità di acquisizioni pre o post operatorie di dati.
Ancora più recentemente è stato possibile introdurre sistemi di navigazione CT-less non solo limitati alla componente acetabolare ma anche a quella femorale, valutando sia l’antiversione dello stello, sia la dismetria dell’arto sia la medializzazione/lateralizzazione del centro di rotazione per la ricerca di un offset ideale.
Indubbi sono stati i vantaggi di questo nuovo “step forward”, sebbene i chirurghi più esperti hanno sempre giudicato insufficienti i vantaggi ottenuti dalla navigazioni della sola componente acetabolare rispetto ai relativi costi. La possibilità di navigare entrambe le componenti ed i relativi vantaggi rendono la chirurgia computer assistita dell’anca non più sottovalutabile anche dal chirurgo più scettico.
Basti infatti ricordare come una instabilità dell’impianto può essere dovuto non solo ad un cattivo posizionamento dell’acetabolo, ma a volte anche dello stelo femorale. Oppure come una persistente o nuova dismetria degli arti dopo una protesi di anca rappresenti tutt’oggi una delle complicanze a breve termine più temute dai chirurghi ortopedici.
L’introduzione di tecniche mini-invasive con visibilità operatorie sempre più ridotte per il chirurgo, hanno reso necessario l’ausilio di sistemi di allineamento sempre più accurati tra cui la navigazione rappresenta ormai un ausilio non più criticabile. I letteratura infatti sono diversi i report riguardo a cattivi allineanenti delle componenti protesiche in una “Key-hole Surgery”
Gli Autori presentano la loro esperienza nella navigazione della protesi di anca maturata a partire
dal 2001 con la navigazione della solo componente acetabolare con il sistema Orthopilot (BBraun,Aesculap) e di entrambe le componenti con il sistema Vector-Vision (Brian-Lab) a partire dal 2004.
Nei casi valutati non sono stati registrati episodi di instabilità del impianto. Nei pazienti in cui è stato possibile navigare anche l’impianto dello stelo femorale, non abbiamo registrato dismetrie non compensate dall’intervento. Non abbiamo inoltre registrato complicazioni riconducibili alla tecnica computer assistita.

 

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